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UN AEREO DIVERSO DAL SOLITO : OV-10A Bronco 20 TASS USAF Bien Hoa 1969

foto e testo di: Massimo Brunetti

l classico aereo che certo non colpisce per l'armonia delle sue linee, ma esercita comunque un fascino particolare che può renderlo anche bello. E' di quegli aerei 'fatti per svolgere un compito dove l'aspetto puramente estetico viene messo in secondo piano rispetto alle caratteristiche fondamentali ed ai requisiti richiesti dal tipo di missione da svolgere. 
Durante il loro coinvolgimento in Vietnam gli Stati Uniti hanno utilizzato una miriade di aerei, non solo F4, F105, A4 ecc., ma anche T28, T37 ed altri. Volendo riprodurre proprio uno di questi ultimi, la mia scelta è caduta sul Bronco anche per l’originalità delle sue forme, e così ho acquistato il kit Academy in 1/72. 
L'idea che avevo era quella di riprodurre la scena dell'aereo parcheggiato tra le classiche protezioni paraschegge di lamiera ondulata durante l’attività di manutenzione al motore. Per fare questo ho acquistato il set in resina della CMK, relativo appunto al motore e - vista la visibilità interna dovuta all'ampio tettuccio - anche quello dedicato al cockpit. Proprio quest'ultimo però non mi ha soddisfatto per niente. 
Da una prima prova di assemblaggio, oltre al fatto di dover togliere buona parte della resina in eccesso dietro alla parete posteriore, per adattare la vasca alla fusoliera, e sotto al pavimento dell'abitacolo, pena l’impossibilità di montare il seppur poco profondo vano del carrello anteriore, ho notato che le consolle anteriori sono stranamente rastremate, lasciando una volta chiusa la fusoliera, vistose fessure a destra ed a sinistra. 
Un'altra 'stranezza' dell'abitacolo è la posizione della parete posta dietro al seggiolino posteriore; infatti collocando il pezzo in resina nella fusoliera, tenendo presente la posizione delle consolle rispetto all'apertura dell'abitacolo, la parete risulta avanzata rispetto ai bordi posteriori del cockpit, mostrando parte del blocco di resina sul quale sono riprodotti la parete ed il pianetto posteriori. 
Non ho trovato purtroppo immagini o disegni chiari di questa zona, ma da quel che ho visto mi sembra che l'interpretazione dei produttori del set sia abbastanza di fantasia. Dopo qualche giorno di riflessione alla fine ho deciso: Tengo solo i pannelli strumenti i seggiolini e le cloche, tutto il resto lo ricostruisco. 
Così ho riprodotto la parete ed il pianale posteriore, dettagliandole con cavi e scatole visibile dall'ampio trasparente, costruito ex novo le consolle, inserito i pannelli strumenti (ricostruendo la palpebra anteriore) e le pedaliere in fotoincisione presenti nel set CMK dedicato all'abitacolo. Dopo aver dipinto, ed invecchiato il tutto aggiungendo i seggiolini del suddetto set, il risultato è quello che vedete nella foto qui sotto.

ov_10a_bronco_1.jpg


Dopo aver dettagliato l'interno, ho deciso di riprodurre i trasparenti di accesso in una tipica configurazione degli aerei parcheggiati cioè con i due pannelli di destra completamente aperti e quello anteriore sinistro leggermente sollevato. Per fare questo i pannelli apribili sono stati riprodotti in acetato utilizzando come master quelli originali del kit ed è stato necessario costruire il montante centrale oltre all'autocostruzione di molle e maniglie di apertura. 
Terminato il lavoro sull'abitacolo, messa così da parte la fusoliera dopo l'apertura dei vani e la ricostruzione dei poggiapiedi per salire ed entrare nell'abitacolo , ho affrontato la costruzione dell'ala (in un unico pezzo) e dei travi di coda. Immediatamente si è presentato il dilemma legato a questo tipo di modelli; prima incollo l'ala alla fusoliera e poi aggiungo i travi oppure monto ala, travi e piano di coda e poi unisco il tutto alla fusoliera ? 
Dopo aver analizzato le possibilità ho deciso per la seconda ipotesi che secondo me permette di controllare meglio l'allineamento finale e rende più semplici eventuali interventi di correzione. Fortunatamente l'allineamento finale non ha presentato problemi insormontabili, mentre qualche noia l'ha data la sistemazione della zona motori ed in particolare l'unione del pezzo in resina del set CMK, che riproduce in un unico blocco la parte inferiore del motore e quella superiore della gondola dove alloggia. 
Al momento del montaggio infatti mi sono accorto che il pezzo in resina era leggermente più stretto della parte del kit che doveva sostituire, quindi ho dovuto allargare la parte superiore della gondola incollando uno spessore ricavato da un foglio di plasticard raccordando poi il tutto al resto. Un secondo intervento ha riguardato la modifica della forma della presa d'aria presente sul kit perché' di forma sbagliata e comunque diversa da quella riprodotta da CMK. Il risultato finale, dopo la colorazione e l'aggiunta del traliccio (ricostruito il sprue escludendo quello in resina a mio avviso poco realistico) è quello che vedete nella foto sottostante

ov_10a_bronco_2.jpg


Gli altri interventi eseguiti prima di passare al capitolo colorazione sono stati il dettaglio dei pozzetti carrelli con l'aggiunta di cavi e box, la reincisione di alcune pannellature perse durante le fasi di stuccatura. Dopo aver pulito le superfici del modello ed aver mascherato trasparenti, pozzetti e motore, ho dato il grigio Gunze in più mani su tutto l'aereo, successivamente la superficie superiore dell'ala è stata dipinta di bianco utilizzando il Tamiya che, a mio avviso, ha una resa più convincente del Gunze (che avevo utilizzato in precedenza su un Corsari II). 
Le foto che ho consultato non mostrano aerei particolarmente usurati, tranne che per la vernice bianca sopra l'ala che presenta scrostature soprattutto sul bordo d'entrata, così dopo aver delicatamente grattato con la lama del taglierino lo strato di bianco ed aver eseguito un leggero dry-brushing con il grigio, ho steso una mano di trasparente lucido per posizionare le decals ed eseguire qualche lavaggio. 
Dopo aver spruzzato il trasparente opaco (ho usato per la prima volta quello Pebeo, diluito con acqua ed il risultato mi sembra molto buono), ho incollato gli ultimi dettagli. Per i trasparenti ho usato parte di quelli del kit termoformando gli sportelli da lasciare aperti. Le ruote sono state sostituite con quelle in metallo che hanno il disegno del cerchione più corretto e per il tubo di pitot ho utilizzato un ago di siringa ed un pezzettino di sprue filato. 
Infine per la basetta ho riprodotto le lastre di cemento ritagliandole da semplice cartoncino, verniciato di grigio (Primer Tamiya in bomboletta) sul quale ho effettuato una serie di lavaggi con olii grigio e marrone

 

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