IPMS ITALIA

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Categoria:

Mirage III

 

foto di M.Roasting e P.Lambin 

fornite da: Giorgio Pini - IPMS #7

testo di: Carlo Canducci - IPMS #3114

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Mirage III della Force Aérienne Belge VS1 I.R.P

 


L'aeronautica francese bandì un concorso per la realizzazione di un velivolo da caccia a reazione in cui le specifiche salienti erano la salita a 18.000 metri in 6 minuti ed una velocità massima largamente supersonica. Migliorato il progetto del Mirage attraverso una maggiore potenza propulsiva, il prototipo volò nel 1956 e dimostrò presto di raggiungere una velocità di Mach 2. I risultati furono talmente validi da non lasciare dubbi sulla scelta finale; vennero subito ordinate 100 macchine. Il primo Mirage III B era dotato di un motore a razzo ausiliario, in alternativa ai cannoni, ma questa scelta non ha avuto seguito a causa della scarsa praticità della soluzione. 
Secondo quanto riportato da molte fonti, Dassault chiamò l'aereo così perché' gli avversari avrebbero potuto solo vederlo, ma senza poterlo raggiungere. Sempre secondo Dassault, 'ciò' che è bello vola anche bene'. Il suo aeroplano dimostrò di tenere bene fede a queste due affermazioni. L’Ala del Mirage, di grande superficie, era un delta puro, controllato da elevoni, con l'angolo di freccia di 60 gradi e lo spessore relativo mediamente del 3,4%. Il caccia era ottimizzato per le prestazioni lineari, e l'ala a delta è l'ideale per le prestazioni supersoniche, offrendo limitata resistenza ma grande superficie e robustezza. 
Il contro di questa soluzione era dato dall'assetto molto cabrato nei decolli ed atterraggi, per cui erano necessarie piste molte lunghe, e dalla resistenza indotta durante le manovre ad alto angolo d'attacco, durante le azioni di combattimento. 
Il pilota era sistemato in un abitacolo abbastanza stretto, praticamente incassato nella parte anteriore della fusoliera, ma con una buona visibilità complessiva sul davanti e sui lati, mentre il settore posteriore era quasi cieco. Il velivolo, aveva a disposizione fin dalle prime versioni, un radar di ricerca e controllo del tiro, del tipo Cyrano II, un sistema di comunicazione e navigazione radioassistita e un apparato Radar Warning Receiver, mentre nei modelli evoluti esisteva un sistema di navigazione inerziale e d'attacco con radar altimetrico di precisione, per il volo a bassa quota. 
La propulsione era affidata ad un turbogetto Snecma Atar 9C. con l'aggiunta di un postbruciatore che introdusse un nuovo concetto di super-potenza, ideale per ottimizzare le prestazioni con un motore ragionevolmente leggero, a scapito però del consumo. Il sistema dei serbatoi comprendeva circa 3 300 litri, distribuiti tra le ali e la parte centrale della fusoliera. Considerando la potenza installata, è un quantitativo assai consistente, che dava una buona autonomia. La salita e l'accelerazione erano invece poco impressionanti, se comparate con quelle di alcuni progetti contemporanei, a causa del basso rapporto potenza-peso. 
Le prese d'aria comprendevano un cono mobile che si adattava alla variazione della pressione, arretrando ad alta velocità, e una piastra per la separazione dello strato limite dalla fusoliera. L'armamento era basato su cannoni DEFA calibro 30 mm derivati dall'MG 213 da 20 mm usato dalla Luftwaffe durante la seconda guerra mondiale. Avevano 125 colpi per arma, sufficienti per 6 secondi di fuoco, e sparavano proiettili da 0,270 kg. I missili erano i Matra R530, di concezione francese, dotati di una gittata di 18 km e di un sistema di guida in versioni radar e IR. Normalmente solo un missile era trasportato sotto la fusoliera, mentre sotto le ali erano presenti gli AIM-9 Sidewinder, sostituiti in seguito con i Matra R550 Magic. 
Missili di vario tipo, bombe e razzi erano disponibili per un'ampia varietà di compiti operativi nel campo dell'attacco al suolo. Inoltre, per sopperire al limitato numero di punti d'aggancio, erano disponibili anche contenitori subalari misti, con 19 razzi da 68 mm davanti e 230 litri di carburante nella parte posteriore. 

 

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VERSIONI

 

Mirage IIIA

la prima versione di preserie, 10 esemplari in tutto.

Mirage IIIB

versione biposto, allungata di 60 cm. Primo volo 20 ottobre 1959.

Mirage IIIC

modello operativo basico, intercettore multiruolo.

Mirage IIID

versione biposto del Mirage III E, migliorata rispetto al primo modello 'B'.

Mirage IIIE

versione multiruolo, pensata per essere fin dall'inizio un velivolo multiruolo, con una certa enfasi nell'attacco ed interdizione.

Mirage IIIO

versione per l'Australia, con un motore inglese Avon, unica eccezione allo standard francese dell'Atar.

Mirage IIIR

modello da ricognizione, privo di radar e con macchine fotografiche nel muso.

Mirage IIIS

versione per la Svizzera, con sistema d'arma statunitense di produzione Hughes.

Mirage 5

modello d'attacco al suolo, privo della maggior parte dell'elettronica del modello 'E'.

Mirage 50

versione del precedente con motore Atar 9K-50, opzioni per un'elettronica migliorata.

Mirage III EX

versione da esportazione evoluta, dotata di alette canard sviluppata per le aviazioni Brasiliana e Venezuelana con configurazioni alari personalizzate per le due forze aeree.

 

CARATTERISTICHE TECNICHE

 

Costruttore

Dassault Aviation

Aereo

Mirage III

Ruolo

Caccia Multiruolo

Primo volo

25 giugno 1956

Entrata in servizio

1961

Esemplari costruiti

oltre 1400

Lunghezza

15,03 mt.

Apertura alare

8,22 mt.

Altezza

4,49 mt.

Superficie alare

34,83 m2

Peso a vuoto

7050 Kg.

Peso massimo al decollo

13500 Kg.

Motori

un turbogetto Snecma Atar 9c

Spinta

7200 Kg.

Velocità max.

2300 km/h a 11000 mt. 1390 Km/h a livello del mare

Autonomia

da 1100 a 3300 Km con serbatoi supplementari

Tangenza max.

17000 mt.

Capacità di carico massime

3000 Kg. in combinazione di armi varie

Armamento

due cannoni DEFA 552 da 30 mm. con 125 colpi/ciascuno 2 AIM-9 Sidewinder oppure Matra R550 Magic un Matra R530 due AM39 Exocet

NOTA

dati riferiti alla versione III E

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