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Caccia F-711 Redflash

modello di: Roberto Bianchi - IPMS "Tuttoinscala" Roma #2496

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Elaborazione su base kit Italeri scala 1/48 

Il mondo della fantascienza, nel modellismo, non ha avuto a disposizione grandi spazi di mercato (eppure lo spazio si dice sia infinito) ed anche se ultimamente si stia muovendo in varie direzioni, ci si deve comunque arrangiare o con i pochi modelli disponibili o con il segmento dei manga, oppure fare delle realizzazioni in scratch. Escludendo il settore manga che, se pur affascinante lo ritengo una sezione specifica e specializzata della fantascienza, con costi a volte di gran lunga superiori al modellismo generale, non rimane che la via dell'autocostruzione, che, se pur difficile, da molte soddisfazioni. Ormai sono giunto al mio quarto modello ed è il momento di fissare qualche idea sul come realizzare un lavoro del genere, ed i concetti che portano alla sua realizzazione. 

Dato lo spazio disponibile (sempre questo limite!) ho scelto per questo articolo un modello che definirei un semi-scratch in quanto ho voluto usare quanti più pezzi possibile di un modello da scatola con l'aggiunta, qualora servisse di pezzi cannibalizzati o di recupero limitando al minimo i pezzi autocostruiti, ottenendo un modello facilmente realizzabile da chiunque volesse iniziarsi ad un lavoro di modifica e trasformazione. Nasce così l'F-711, caccia polivalente da atmosfera e spazio extraplanetario a medio raggio, vanto dei reparti della corporazione delle terre di Kamar; la particolare mimetizzazione riprende i colori autunnali delle pianure del Cheimnshir dove la bassa vegetazione ,paragonabile ai nostri licheni, acquista una tinta rosso intenso. 
Be' l'idea iniziale c’è, ma cosa la concretizza questo è un mistero; ed è seguendo questo percorso di idee, che servono da spunto, ma che ognuno si crea in base alle proprie conoscenze, interessi culturali e gusto personale, che nascono soggetti fantasiosi; quella scatola di blachwok F-711 sembra perfetta; anzi lo è. Come si fa a capirlo ? Basta guardare il modello senza pensare che è un F-711; è sufficiente girarlo tra le mani vedere se il sotto può diventare il sopra se il davanti diventa il dietro porsi la domanda 'se questo pezzo lo ruoto o lo taglio cosa potrebbe diventare ? Oppure quella immagine vista su quel libro è proprio ciò che cercavo o se voglio una determinata forma cosa posso usare ? Ma in questo secondo caso siamo già avanti. 
E allora il modello di partenza c’è ed è della Italeri in scala 1:48: discreto modello di costo contenuto adatto allo scopo di essere distrutto (inutile sprecare il bel modello Tamiya che oltre a non migliorare la riuscita del lavoro vi farebbe spendere un capitale). Per la realizzazione inizialmente volevo darvi dove possibile delle brevi indicazioni rimandando tutto a dei disegni o immagini cosi da avere solo una guida e dare sfogo alla vostra fantasia. 
Poi ho deciso per una descrizione più accurata per farvi partecipi del contorto percorso mentale che a volte si deve seguire con l'immaginazione ed allenare il lato fantastico della mente anche utilizzando cose o disegni fatti da altri ma riadattati al proprio scopo. 

Si parte dalla cabina di pilotaggio ispirata nella sua realizzazione dal fumetto del disegnatore argentino, Juan Gimenez dal titolo 'Quarto Potere', dove ho ripreso l'idea di una scafandratura coassiale con il tettuccio che si aprisse con esso. 
Tale scafandratura ha la funzione di cellula di sopravvivenza e potenziamento della blindatura, di controllo gestione degli armamenti e della strumentazione, anche attraverso comandi visivi e vocali, mettendo in  comunicazione diretta il computer di bordo con il pilota. Pezzi utilizzati 7c,8c,9c,11c,12c,14c (la lettera si riferisce alla stampata). Il seggiolino(8) viene ribaltato e la parte del poggiatesta sarà considerata come la pedaliera le due fasce laterali (7-9) saranno perciò accorciate per permettere il movimento delle gambe, non ci sarà poggiatesta essendo quest'ultima bloccata dallo scafandro. Il cruscotto viene accorciato sempre per far passare le gambe, si aggiungeranno dei pulsanti e qualche quadrante, per diversificarlo dall'originale. 
La vasca (12) viene dettagliata con display, cavi, tubazioni, bombole e comandi vari per aumentare la complessità della cabina; la maniglia di espulsione di emergenza si utilizza per realizzare la cloche aggiungendo delle maniglie lateralmente tipo volante da F1 realizzate con filo di rame. E' fondamentale, soprattutto per chi si approccia per la prima volta a questo genere di lavoro, verificare l'accoppiamento dei vari elementi anche più volte prima di effettuare qualsiasi incollaggio definitivo. 

2) Pezzo 51C, lo scafandro, è realizzato partendo da una scialuppa di una nave in scala 1:350 ed una pallina di stucco il tutto raccordato e modellato come da disegno. Prevedendo già l'installazione all'interno del tettuccio (51), fare attenzione a tenere conto per il montaggio dei trasparenti (sempre molto delicati) ad eventuali interferenze con la struttura di sostegno dello scafandro e lo spessore dei trasparenti stessi. All'interno del tettuccio, e' previsto poi un sistema di areazione e connessione della strumentazione, che passa attraverso delle canaline laterali al tettuccio che si collegano da una parte allo scafandro e, dall'altra, si innestano al quadro comandi quando il tettuccio è chiusa; realizzate utilizzando un profilato di sez. rettangolare su cui è stato avvolto un sottile foglio in lamierino grigliato per uso ferroviario. 
3) Pezzo 1A, nella parte frontale della semifusoliera superiore va asportata, con cura, la punta, composta da pannellature triangolari, che poi verrà riposizionata rigirata con la parte interna rivolta verso l'esterno, incollandola a filo con il foro che si è formato; la parte inferiore sporgente andrà tagliata a filo con il resto della fusoliera. Stessa cosa si farà per la semifusoliera inferiore dove la punta si taglia a filo del contorno prodotto dalla parte superiore. Nel foro così realizzato, tra i due gusci, ho inserito delle prese d'aria cannibalizzate da un Vampire in 1/72. Le griglie delle prese d'aria originali (16B,17B) non vanno montate ma nel loro alloggiamento si crea un vano scatolato, dove si inseriranno i retro razzi direzionali, realizzati a coppia con dei profilati quadrangolari e scarti di aghi ipodermici (materiale per analisi); i bordi saranno tagliati con la stessa inclinazione delle prese d'aria. 
Nella parte posteriore, si asporteranno due fasce terminali, in corrispondenza dell'alloggiamento degli scarichi di coda; anche queste fasce verranno riutilizzate per coprire la zona posteriore degli scarichi, anche questi direzionabili. La parte immediatamente dietro l'attacco del tettuccio, va tagliata per circa 15mm e chiusa dall'interno, questa funzionerà da snodo per il tettuccio in modo che durante il sollevamento rimanga sempre in una posizione orizzontale; l'interno del vano è stato poi dettagliato con apparecchiature tecniche ed il sistema idraulico di sollevamento per cui sono stati usati i due martinetti originali (63C).

 4) Pezzi 5A,2,3,4,6B-44C per la parte inferiore della fusoliera, dopo il taglio della punta, si chiude il vano bombe (almeno che il vostro progetto non preveda soluzioni diverse) e si fissano le due ali già complete (2,3,4,6). 
Attenzione che l'ala dx andrà sul lato anteriore sx e l'ala sx andrà sul lato anteriore dx della fusoliera facendo in modo che il punto di attacco del profilo alare, coincida con il bordo della presa d'aria frontale precedentemente realizzata, ma senza montare il guscio superiore della fusoliera; è consigliabile usare dei perni di rinforzo.

A mio avviso questa sequenza di montaggio è migliore anche se poi si può avere l'intralcio delle ali ma in questo modo si può decidere come raccordare al meglio la parte inferiore della fusoliera con le ali che formano un discreto scalino. Da parte mia ho deciso di sfruttare questo gradino, come se fossero delle paratie di guida del flusso d'aria, chiudendo solo con strisce di plasticard i vuoti e stuccando al minimo il tutto. Il posizionamento delle ali è bene farlo anche con la fusoliera superiore premontata in modo che le ali seguano l'inclinazione delle fiancate frontali della fusoliera. 
Verso la parte posteriore c’è una gondola, che oltre a contenere parti del motore vero e proprio, contiene un ulteriore serie di ugelli di manovra specifici per le fasi di atterraggio/decollo in verticale. Questo elemento è stato ottenuto tramite un deodorante per ambienti di tipo autoadesivo, utilizzando solo la parte anteriore a cui sono stati chiusi i fori con del plasticard da 0,3 mm, per facilitarne la curvatura, in tal modo si simulano delle paratie di chiusura quando non utilizzato come spinta supplementare. Il tutto viene poi fissato alla pancia della fusoliera in prossimità della coda. 
5) Pezzi 36,37 A e 34,35 B: questi pezzi che, in origine, formano gli impennaggi del F-711, nella trasformazione assumeranno un ruolo importantissimo come soluzione sia estetica sia tecnica, andando a costituire la struttura di appoggio del veicolo nonché' in fase di volo, delle derive di stabilizzazione a geometria variabile, caratterizzato nella forma dalla presenza di vistosi pattini di atterraggio anch'essi adattabili nella posizione per favorire l’aerodinamicità. Questi pattini si ottengono con dei manici di lamette usa e getta a cui si elimina la parte delle lame, mentre la testa di incastro viene tagliata e riposizionata, con una cerniera che si muove verticalmente e permette di entrare in contatto con il terreno prima dei pattini permettendo al computer di bordo di gestire automaticamente tutta la fase di atterraggio. 
I pezzi 34A e 36B devono essere tagliati lungo la linea di snodo e, riposizionando le due parti inclinate tra loro, e non più in piano questo per dare l'idea di una maggior robustezza ma, in realtà, soluzione necessaria per inserire due perni passanti per realizzati in filo di metallo da 1.5 mm; la fessura verrà chiusa con plasticard e ,ad un’estremità, si posiziona il pattino raccordandolo con stucco, mentre nella parte di attacco alla fusoliera, si realizza un elemento di snodo a doppia cerniera, che prevede i movimenti in verticale ed in orizzontale. Come soluzione ho adottato, per il movimento in verticale, un tondino mentre, per la rotazione orizzontale, un disco preso dalla ruota di un carro mentre lo snodo sul pattino l'ho ipotizzato coperto da materiale flessibile resistente ad altissimi sbalzi termici. 
6) Pezzi 48,49B,47 e 50C/38C questi pezzi corrispondono ai carrelli e relativi pneumatici per quelli posteriori. Il carrello anteriore, con il contributo di un'antenna di un telefonino, formerà un braccio di sostegno per un pod di navigazione a cui è collegata una lunga sonda per analisi ambientali e si alloggerà nel suo vano anteriore. I carrelli posteriori diventeranno, invece, dei cannoncini laser a ricerca automatica del bersaglio, montati su bracci snodati, che si posizioneranno negli ex vani carrello. La realizzazione ha richiesto un po’ di attenzione per ottenere un effetto realistico, per i bracci: ho utilizzato dei giunti di un robot manga più dei dettagli meccanici, tipo martinetti, realizzati in plasticard i cannoncini si ottengono dalla gamba del carrello forata i testa mentre il pneumatico formerà l'involucro del sistema di sparo e del parzializzatore del generatore di energia per il laser. Il generatore l'ho ipotizzato più voluminoso e posto nel vano bombe

(chiuso con pz 44C) insieme ad un altro po' di tecnologia (e meno male che c’è il segreto militare!!!!). Il sistema di collimazione, posizionato nella parte terminale è presente per l'utilizzo in fase semi automatica ovvero quando è il pilota a gestire la scelta dei bersagli, ed è realizzato con dei copri ago ipodermico per trasfusioni mentre nella parte anteriore della canna c’è una piastra che oltre a fare da scudo serve anche come dissipatore di calore: ottenuta da un foglio grigliato in lamierino per modelli ferroviari il tutto si va a posizionare nei vani carrelli, nella parte più larga, dove si attaccherà il pannello di chiusura, privo della parte posteriore, quella più sottile, perché' in quella porzione ho ricavato degli ugelli di manovra, inserendo delle lamelle in plasticard. Nella parte posteriore, dove si collocheranno gli scarichi motori, si richiudono le fessure e si realizza una nervatura del fondo, che risulta visibile, utilizzando fogli di plasticard. Per gli 
scarichi ho utilizzato i tappi dei correttori a penna perché' avevano all'interno una nervatura particolare ed una forma molto accattivante. Ai tappi verrà eliminata parte della clip (che serve per fissarla al taschino come una penna) mentre, la parte posteriore, viene in parte coperta dai pannelli asportati inizialmente e modellata secondo la forma dei tappi, mentre alle estremità si realizzano delle paratie di chiusura di forma triangolare. Della estremità dell'ugello, si può posizionare una struttura a traliccio, a simulare degli argani di manovra per direzionare il getto dei motori. Le fessure risultanti dal mancato montaggio delle ali, verranno chiuse con delle fasce di plasticard sovrapposte di dimensioni via via sempre più corte e, successivamente, stuccate e modellate. 
Le due griglie delle prese d'aria (pezzi 16 e 17 B) si incollano sulle fiancate, all'altezza dei vani cannoncini (ex vani carrelli). I pezzi 32 e 33 B montati a v rovesciata sopra alla fusoliera fungeranno da prese d'aria. In line generale, le pannellature in rilievo, sono state eliminate e alcune rifatte incidendole con un ago; sull'ala Sx ho ricavato uno scasso in cui ho alloggiato la scala di accesso a scomparsa per la rotazione sul suo asse principale (inizialmente avevo messo un pannello a chiusura che oltre a risultare fragile aveva la tendenza a curvarsi e a tornare curva anche dopo raddrizzamento ho quindi preferito toglierlo). I gradini sono fatti con plasticard tagliato a parallelepipedi triangolari e incollati su una basetta sempre di plasticard; purtroppo non avendo trovato niente che potesse adattarsi al caso i gradini sono stati realizzati uno ad uno. 
Nell'alloggiamento della torretta FLIR superiore dell' F-711 (posta frontalmente sul muso poco prima del tettuccio), eliminando il pezzo trasparente, con dei profilati tondi ho realizzato altre strumentazioni e, con delle gocce di colla bicomponente, ho simulato le lenti di protezione mentre sulla torretta inferiore non sono intervenuto, lasciando il vano cosi come è, senza montare il trasparente. 
Sopra i pannelli laterali della cabina di pilotaggio, ho aggiunto delle piastre, che costituiscono il sistema di diffusione degli scudi magnetici a protezione sia del pilota che degli apparati di bordo. Per realizzarli si prendono tutti gli scarti di materiale delle dimensioni superiori al pezzo finale, si compone una pila che verrà poi modellata come un unico pezzo solido seguendo il disegno desiderato, che può anche essere complesso, raggiunta la sagoma voluta si spacchetta il tutto, ottenendo cosi una serie di piastre uguali tra loro sia per forma sia per dimensione che, incollate in sequenza e posizionate in modo equidistante, danno un aspetto molto Hi Tech !!!!!. Per bilanciare la linea della coda, ho aggiunto un ponticello di un paio di occhiali rotti, per realizzare una pinna verticale. 
Per la colorazione, eseguita tutta ad acrilico, ho utilizzato un grigio medio per la cabina di pilotaggio, verde per interni per le pannellature aperte dei cannoncini, grigio azzurro chiaro per le superfici inferiori, color pietra per i pattini, metallo per gli scarichi con striature di giallo azzurro verde, tutti trasparenti, per l'effetto del metallo cotto. Per i residui di scarico, terra bruciata, con leggere sporcature di grigio chiaro, per far risaltare le sporgenze.

Tutte le superfici superiori sono in rosso cupo come base, con macchie geometriche di forma irregolare, ottenute ad aerografo, frapponendo una maschera di cartoncino con i bordi intagliati in tre forme diverse e tenuta, in fase di spruzzatura del colore, distaccata dalla superficie per sfumare i contorni della maschera, composte da due serie di colori; una serie di colore rosso intenso ed una in erra d'ombra scurita con nero ed una piccola quantità di rosso per uniformare la tinta. 
Devo dire che sono stato troppo delicato con la quantità di colore infatti, dopo la fase di sporcatura, il contrasto della tinta mimetica si è attenuato molto ed in alcuni punti è a malapena visibile ma non influisce negativamente sulla resa finale del modello. Per le insegne di nazionalità e di reparto mi sono ispirato alla simbologia cinese ed alla scrittura cuneiforme Assira realizzando il disegno su pellicola adesiva per mascherature mentre gli stencil sono di recupero da altri modelli e quelli originali del modello Italeri. La sonda, ricavata dall'antenna, e' stata lasciata del colore naturale perché', essendo troppo flessibile, correva il rischio di scrostarsi troppo facilmente

 

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