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Plastico dell'eliporto ITALAIR presso il Quartier Generale UNIFIL a Naqoura

di: Livio Gonella - IPMS "Tuttoindcala" Roma #2854

di: Roberto Bianchi - IPMS "Tuttoinscala" Roma #2496

 

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Cenni storici 


Tratti da 'Le ali dell'Esercito - dall'Aviazione Leggera alla Cavalleria dell'Aria 1951-2001, 'Baschi Azzurri - L'Aviazione dell'Esercito Oggi' entrambi di Giovanni Tonicchi 

Quando nel 1978 nel Vicino Oriente termina il terzo conflitto arabo-israeliano, buona parte del territorio libanese rimane sotto l'occupazione delle truppe di Gerusalemme per garantire la sicurezza delle proprie frontiere settentrionali. 
La Risoluzione n.628 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite intima ad Israele di ritirarsi dal Libano e, per garantire gli accordi di pace, costituisce il contingente militare UNIFIL avente il compito di interporsi fra i due paesi confinanti. 
L'Italia viene interessata alla missione e, a partire dal 25 giugno 1979 è affidato all' ALE il compito di dare vita allo sqd. di formazione ITALAIR su quattro AB 204B posto alle dipendenze del 1° rgpt. ALE Antares di Viterbo in sostituzione di analogo reparto dell'aviazione norvegese che si era ritirato. 
Compiti di ITALAIR sono l'effettuazione delle missioni di collegamento, l'evacuazione sanitaria ed il trasporto logistico nell'area interessata al controllo ONU e denominata 'fascia di sicurezza' di una profondità media di 20 km e posta immediatamente a nord di una più ristretta zona controllata da milizie filoisraeliane. 
L'eliporto e le installazioni tecnico-logistiche sono impiantate presso il Quartier Generale UNIFIL a Naqoura (all'estremo sud del Libano) a partire dal 3 luglio successivo e, dopo pochi anni, nel 1982, gli AB 204 sono sostituiti da altrettanti AB 205 (portati a sei dal 15 dicembre 1984). 
Il personale impiegato si stabilizza su cinquanta uomini, dei quali la maggior parte (piloti e specialisti) proviene dai reparti dell' ALE mentre una minima percentuale è fornita da Esercito, Aeronautica Militare e Marina Militare, con una permanenza in loco mediamente di un anno. 
Nel 1986 un AB 205 (UN 274) viene perduto nel corso di una missione per un atterraggio precauzionale in territorio controllato dalle milizie anti-israeliane ( a nord della fascia di sicurezza), mentre nell'agosto 1997, un altro velivolo (UN 281) precipita durante un volo notturno provocando la morte di cinque uomini (di cui tre dello squadrone). 
Dal 1° ottobre 1999 lo sqd. passa alle dirette dipendenze del Comando AVES. 
Nel 2006, con la creazione di UNIFIL 2, il reparto viene inserito nella missione a guida italiana denominata "Leonte" e, dall'agosto 2007, diviene TASK FORCE ITALAIR. 
Ai tradizionali AB 205 presenti ad ITALAIR dal 1984 si sono affiancati nel 2006 due AB 412. Nel febbraio del 2008 gli AB 205 sono rientrati in volo a Venaria, sede del Reparto di appartenenza del personale presente all'epoca, dopo essere stati sostituiti da altrettanti AB 212. 
Per l'occasione, uno dei quattro elicotteri (l'E.I. 299) ha ricevuto una livrea commemorativa dove l'originale colorazione bianca dell'ONU lascia progressivamente il posto a quella operativa verde opaco dei reparti dell'AVES. 
Nel luglio del 2009 ITALAIR ha festeggiato i suoi trent'anni d'ininterrotta attività in Libano con una serie di cerimonie che hanno visto presenti buona parte degli ex comandanti del reparto che si sono avvicendati dal 1979; al contempo, la base originaria, posta a poche decine di metri dalla costa, è stata trasferita alcuni km più all'interno in un eliporto dotato d'infrastrutture più moderne e più sicure in quanto poste lontano dall'ormai affollato Quartier Generale di UNIFIL. 

Durante una delle mie visite al Centro Addestramento dell'Aviazione dell'Esercito di Viterbo ho avuto il piacere di conoscere il Col P.O. (ris) Giovanni Tonicchi, curatore della Sala Storica sita presso la Sala Convegno Sottufficiali della Caserma 'D. Chelotti' sede del Centro Addestramento. Tra una parola e l'altra, Giovanni Tonicchi mi ha chiesto se ero disponibile alla costruzione di un plastico raffigurante l'eliporto ITALAIR presso il Quartier Generale UNIFIL a Naqoura. Dopo un primo momento di smarrimento, mai fatta un'esperienza simile, gli ho risposto che era possibile purché' mi fosse messa a disposizione del materiale fotografico per studiarne la fattibilità. 
Nei giorni successivi ricevevo da G. Tonicchi suo materiale e immagini scattate dal personale della base su sua richiesta e una cartina con le misure di massima dell'eliporto. Così ho deciso di avventurarmi in questa impresa non proprio modellistica decidendo per la scala 1/100 vista la disponibilità di modelli di elicotteri AB 205 e AB 412 in metallo allegati ad alcune enciclopedie. I lavori sono iniziati nell'aprile 2008 per terminare a fine luglio 2009, data di consegna. Le dimensioni sono di 295 cm circa di lunghezza per 115 cm di larghezza. Il plastico è in mostra presso la Sala Storica presso il Centro Addestrativo Aviazione dell'Esercito di Viterbo, dove, il 26 gennaio scorso abbiamo fatto una visita. 
Oltre a me erano presenti i soci del centro Tuttoinscala di Roma, Roberto Bianchi, Carlo Canducci e Marco D' Intino. Siamo stati accolti dal Presidente dell'Associazione Nazionale Aviazione dell'Esercito Gen. Div. (ris.) Antonio Lattanzio e dal Col P.O. (ris) Giovanni Tonicchi. Il Gen. Lattanzio si è interessato alla nostra associazione ed ha voluto avere una rapida descrizione della costruzione del plastico. Ci ha donato un medaglione dell' ANAE, Associazione Nazionale Aviazione dell'Esercito. La visita è proseguita presso i locali, dove è installato il simulatore di volo dell'elicottero da combattimento A 129. Che dire. Altro che video giochi! 
Dopo una rassegna agli elicotteri esposti davanti agli hangar, siamo stati ospiti a pranzo del Comandante del Centro Addestrativo Aviazione dell'Esercito Col. P.O. Filippo Camporesi. Per ringraziarci del nostro impegno ha donato all'associazione un Crest dello stemma dell'Aviazione dell'Esercito. 
Ora passo adesso a una descrizione fotografica della costruzione del plastico che non sarebbe potuta avvenire senza l'aiuto di Roberto Bianchi che mi ha aiutato nell'interpretazione delle fotografie, nella costruzione dei vari container, strutture, monumenti e altri piccoli particolari. La zona del plastico dove sono sistemati i vari magazzini e le costruzioni abitative, è semplificata. La documentazione a disposizione non era sufficiente a un dettaglio maggiore. Dal libro Gli Elicotteri Agusta Bell 205 dell'Esercito Italiano, sempre di G. Tonicchi, ho rilevato i codici identificativi dei velivoli AB 205 che hanno prestato servizio contemporaneamente in Libano.

 

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